Discipline a confronto

Allopatia, Omeopatia, Naturopatia

Dr.Samuel Hahnemann
Dr.Samuel Hahnemann

Vorrei analizzare con voi il significato di questi tre termini spesso usati nell’ambito della medicina.
La medicina allopatica o allopatia (dal greco allos ἄλλος, diverso, e pathos πάθος, sofferenza) viene fatta risalire al dottor S. Hahnemann, in contrapposizione al sistema curativo tipico dell’omeopatia, di cui il medico tedesco ne fu il fondatore.
Normalmente è un termine che viene associato al classico intervento della medicina convenzionale che utilizza presidi e molecole farmacologiche che provocano effetti contrari rispetto alle manifestazioni della malattia, secondo l’aforisma “contraria contrariis curantur.”
Quindi in caso di dolori si prescriveranno antidolorifici, in caso di infiammazioni si consiglieranno antinfiammatori ecc…ecc….

L’omeopatia (dal greco ὅμοιος, simile, e πάθος, sofferenza) spesso al centro di accesi dibattiti in ambito medico, parte invece da presupposti diversi utilizzando tutta una serie di rimedi che nella persona sana e a quantità ponderali causano gli stessi disturbi che, a dosi omeopatiche, sono invece in grado di curarli.
Pertanto l’aforisma caro agli omeopati è il “similia similibur curentur”, vale a dire che il simile si cura con il simile. Tutto ciò espresso chiaramente in estrema sintesi.

Alla Naturopatia e alla sua “cura del terreno” sono già state dedicate invece diverse pagine di questo sito alle quali eventualmente rimando.

Cosa unisce tra loro questi diversi termini che possono apparire in contrapposizione?….certamente la finalità e lo scopo vale a dire la salute e per tale ragione la medicina è da considerare una sola.

Come abbiamo più volte ribadito siamo per l’integrazione delle diverse discipline, unica deve essere la medicina come unico è lo stato di salute.
Quella che può e a volte deve differire è la tempistica tra i vari interventi a secondo della condizioni oggettive presenti e della eventuale diagnosi medica di malattia.

L’applicazione dei principi naturopatici trovano com’è noto il loro campo di azione ideale nella fase preventiva o di eventuale appoggio alla terapia convenzionale quando è ancora possibile stimolare e sostenere l’energia vitale del soggetto. Nelle situazioni invece in cui l’organismo non è in grado di reagire rispetto alla patologia in corso inevitabilmente si dovrà ricorrere a una terapia sostitutiva ricorrendo a tutti presidi (farmacologici, chirurgici ecc..) della medicina convenzionale o allopatica. L’omeopatia e una sua “parente stretta” quale l’omotossicologia, si pone un poco al centro, come cura e stimolazione della capacità di autoguarigione dell’organismo quando ancora presenti.

Discipline quindi concettualmente diverse ma con alcuni punti di incontro e con evidenti finalità comuni.

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