VITAMINA C, INTEGRAZIONE, I BENEFICI …

La vitamina C ha una importante funzione antistress fisico e psichico, una capacità di Linus paulingcombattere con efficacia i processi di arteriosclerosi, la possibilità di contrastare l’infarto e un’importante funzione antitumorale.

É la vitamina più nota, studiata, amata, sospettata e ritenuta capace di veri e propri miracoli biologici. Più avanti vedremo i casi in cui è consigliata, le dosi e le sue principali proprietà. Qui è invece necessario sottolineare quali siano i risultati forniti dalle più recenti ricerche perché, nonostante la prudenza di cui sono ammantati, hanno dello strabiliante e pongono la vitamina C fra i cardini del nostro benessere e della nostra vita quotidiana, sia che agisca da sola, sia che operi con altre importanti vitamine.

Conosciuta per lungo tempo solo come anti-influenzale, sia in funzione preventiva che curativa, la vitamina C si è lasciata alle spalle anche la sua funzione storica di vitamina anti-scorbuto, visto che ormai la malattia è praticamente scomparsa e che una normale alimentazione è in grado di sopperire alle principali carenze vitaminiche di questo genere. Ma le ricerche più recenti le prospettano altri importanti traguardi: studi rilevanti sono in corso e ormai si avviano alla conclusione attribuendo alla VITAMINA C un’importante funzione antistress fisico e psichico, una capacità di combattere con efficacia i processi di arteriosclerosi, la possibilità di contrastare l’infarto e, niente meno, un’importante funzione antitumorale, specie allo stomaco, nell’intestino e nella vescica.

Una buona riserva di vitamina C può offrire maggiore resistenza all’infarto, perché dispone di tessuti meglio preparati, di capillari più resistenti, di un flusso ematico meno difficoltoso. [….] La C agisce da «spazzino» del sangue, brucia le concentrazioni di grassi che depositandosi sulle pareti delle arterie rendono difficoltosa la circolazione e ne favoriscono l’indurimento. […] Straordinaria è la funzione antifatica della vitamina C, specie in persone sottoposte a impegni improvvisi e intensi. La carenza di vitamina in queste persone si manifesta subito con un affaticamento pressoché immediato e con l’incapacità di rispondere a sollecitazioni fisiche e psichiche. Prendiamo il caso dello stress e illustriamolo con un esempio.

Vi sarà certamente capitato, alla fine di una giornata particolarmente intensa, di dover far fronte improvvisamente a un altro impegno inatteso: una cena con amici, un incontro di lavoro, un viaggio. In quel momento vi siete certamente resi conto di dover chiedere al vostro organismo uno sforzo supplementare, proprio mentre stavate predisponendo mente e corpo a un meritato riposo. Ora, l’organismo dovrà pur prelevare da qualche parte le energie necessarie per far fronte all’impegno e le troverà soprattutto nelle ghiandole surrenali che sono il centro antistress più importante dell’organismo. Le surrenali secernono l’adrenalina che è la sostanza che immessa in circolazione nel sangue ci consente quel « surplus » di energia che riporta i nostri muscoli, il nostro sistema nervoso, i nostri riflessi alle condizioni ottimali.

È per questo che, intrapreso il nuovo impegno, dopo qualche ora, o anche meno, vi sembra di non sentire più la stanchezza, o di sentirla molto meno: il vostro organismo vi sta restituendo la riserva di energie che voi avete provvidenzialmente provveduto ad accumulare in precedenza. Nel caso specifico, le ghiandole surrenali hanno certamente accumulato una consistente dose di vitamina C che ha la funzione precisa di contrastare l’affaticamento e di permetterci sempre e comunque di operare, anche in condizioni di precedente affaticamento.

250px-L-ascorbic-acid-3D-ballsLa funzione antitumorale della vitamina C è studiata in questi anni con un interesse e una costanza che sembrano preludere a grossi risultati. Anche se già oggi possono essere elencati risultati di tutto rispetto. In un recente simposio scientifico, tenutosi a Warwick, in Inghilterra, sulle vitamine, fece sensazione la presentazione di una ricerca sull’azione svolta dalla vitamina C contro la formazione nel nostro organismo delle «nitrosamine». Queste, per dirla in parole povere, sono sostanze altamente cancerogene che si formano nello stomaco e nell’intestino in seguito all’ingestione, da parte dell’uomo, dei nitriti. Ora, i nitriti sono largamente presenti nella nostra alimentazione perché vengono usati come conservanti e stabilizzanti dei cibi prodotti e confezionati industrialmente: scatolame, insaccati, ecc.

Chiaramente, non è detto che i nitriti debbano provocare una reazione cancerogena nell’organismo: è certo però che la favoriscono e se molto spesso essa non si verifica o non ha conseguenze è perché il nostro organismo dispone di difese capaci di bloccare lo sviluppo delle cellule maligne. Bene, secondo la ricerca presentata a Warwick, la vitamina C è una delle più importanti fonti di difesa dell’organismo umano contro i tumori provocati dalle nitrosamine. Essa infatti impedisce il processo chimico che trasforma i nitriti in nitrosamine e scongiura perciò la nascita stessa del tumore, la « scintilla » che trasforma una cellula normale in maligna. Per questo la vitamina C avrebbe la funzione di prevenire alcuni dei più noti tipi di tumore all’esofago, allo stomaco, nell’intestino e nella vescica, cioè in tutte quelle zone dell’organismo dove possono raccogliersi le nitrosamine. I ricercatori, a conferma degli studi, hanno anche affermato d’aver trovato una scarsa concentrazione di vitamina C, se non un vero e proprio deficit, in diversi soggetti colpiti da tumore ai suddetti organi. Una conferma diretta, quindi, dell’importante funzione preventiva svolta dalla vitamina.

Ma le scoperte non si fermano qui, anzi, consentono di allargare il discorso. Nell’importante congresso di Roma, di cui si è detto, i professori Pontiggia e Colombo del Centro Sanrocco di Milano, hanno presentato una ricerca sul ruolo delle vitamine in generale, e della A, E e C in particolare, sulla riparazione dei tessuti danneggiati dal tumore, svolta su duecento pazienti affetti da neoplasie. I risultati ottenuti nella sperimentazione hanno indicato notevole efficacia della terapia per favorire nei pazienti un recupero delle capacità immunitarie dell’organismo, una maggiore resistenza alle infezioni e migliori condizioni di sopravvivenza. Il professor Francesco Saverio Liotti, dell’Istituto di biologia generale dell’Università di Perugia, svolgendo una relazione sulla «Vitamina C e crescita neoplastica» ha addirittura allargato il campo d’intervento della vitamina, richiamandosi a una lunga ricerca fatta sui ratti dalla quale risultava una netta contrazione della crescita tumorale negli animali trattati con acido ascorbico diluito nell’acqua con la quale venivano dissetati.

È questa forse l’origine della capacità preventiva della vitamina C nei confronti dei tumori: gli animali trattati con larghe dosi si dimostrano immuni al tumore. Sarà così anche per l’uomo? Molti elementi lo lasciano’supporre, anche se la prudenza scientifica è indispensabile per evitare facili miracolismi; ciò non toglie che tre studiosi, Angelici, Mastroiacovo e Fidanza della Terza Clinica Chirurgica Generale e dell’Istituto di Fisiologia Generale dell’Università di Roma, dopo essersi rifatti agli studi e alle ricerche degli americani Cameron e Pauling, siano arrivati ad affermare che «gli aspetti terapeutici della vitamina C, uniti alla comprovata assenza di effetti collaterali, ne fanno sempre più un farmaco di grande interesse nella terapia dei tumori ».

Colpisce, in questa enunciazione, la parola «farmaco», usata solitamente con estrema moderazione dai ricercatori nel definire le vitamine. Anzi, usata rarissimamente, in quanto farmaco è qualcosa che guarisce, è una «medicina», come viene detto in senso improprio, cioè quella sostanza che interviene sia per curare che per prevenire. Chiamare una vitamina farmaco significa quindi accettare la sua nuovissima funzione, che spazza via le definizioni riduttive finora datele e far entrare a pieno diritto fra le sostanze di importanza determinante per la salute. I tre studiosi dell’Università di Roma specificano nella loro ricerca anche i tipi di tumore sui quali la vitamina C agisce, definendone gli interventi: «essa», è detto testualmente, «è in grado di rallentare la crescita dei melanomi ed analogamente… di inibire la crescita cellulare dei neuroblastomi e dei gliomi». […].DSCN1423

E, infine, ci tutela contro alcuni importanti tipi di tumori che nascono nell’organismo per l’azione delle nitrosamine. Non è poco: ma se ci si aggiunge anche l’importante funzione anti-stress, ormai riconosciuta e codificata in tutti i testi scientifici più aggiornati, si comprende bene perché, nelle principali terapie contro i « nemici » dichiarati del benessere, e della salute, la vitamina C non manca. Domani, ma è un domani molto vicino, i suggerimenti del medico di famiglia ci porteranno certamente ad aggiungere alla dieta mattutina dei nostri figli una giusta dose di vitamina C. Lasciamo che pensino sia soltanto per prevenire un raffreddore. Quello che accade realmente nel loro organismo, come nel nostro, glielo spiegherete più avanti, anche perché comprendano che la natura ci ha forniti di tutto quanto serve a noi per difenderci dalle malattie, anche le più insidiose.

Fonte: Medicina 33, Medicina e Salute on-line

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