Acidi grassi essenziali da olio di pesce, confermato ruolo protettivo nella malattia coronarica ma non solo…studio PUBMED e considerazioni del dottor Speciani.

ALLUNGARE LA VITA CON GLI OMEGA 3

Si sta scoprendo come allungare la vita: non servono farmaci strani e costosi ma cambi di abitudini, come un po’ di attività fisica e un po’ di acidi Omega 3, cioè l’olio di pesce. Come per la camminata, gli Omega 3 allungano i telomeri e rendono molto meno probabile la morte da invecchiamento cellulare.
Un lavoro prospettico effettuato per 5 anni su soggetti sofferenti di malattia coronarica ha consentito di capire che l’utilizzo di olio di pesce rallenta l’invecchiamento cellulare, indipendentemente dalle altre possibili condizioni di rischio. Alcuni studi in passato hanno precisato che l’utilizzo di Omega 3 (mantenendo la loro assunzione entro la dose di 1 grammo al giorno) riduce drasticamente la mortalità cardiologica, in base probabilmente ad una azione sull’equilibrio dei grassi. Oggi, in aggiunta, arriviamo a capire che questo avviene anche per un meccanismo preciso di interferenza sulla lunghezza dei telomeri.
Come avviene per altre forme di intervento che contemporaneamente toccano infiammazione e insulino resistenza (basti pensare alla attività fisica), anche l’olio di pesce induce nell’organismo un allungamento dei telomeri, riducendo cioè la predisposizione delle cellule alla morte apoptosica, cioè a quella forma di morte cellulare preordinata dalle caratteristiche genetiche.
In pratica allungare i telomeri di una cellula significa allungarle l’esistenza, regalarle in un certo senso dei buoni sconto per proseguire nelle sue attività. Grazie agli studi sui topi si è scoperto che l’allungamento dei telomeri nelle cellule del sistema immunitario (valutabili in modo molto rapido) corrisponde ad un allungamento anche della vita biologica dell’essere vivente che li possiede. Si presume, in modo molto ragionevole, che la stessa cosa avvenga nell’uomo. Grazie ad un preciso lavoro scientifico, effettuato da un gruppo di ricerca Californiano, e pubblicato  sul JAMA, gli autori hanno evidenziato appunto che 608 pazienti malati di malattia coronarica stabile, seguiti per 5 anni, avevano telomeri cellulari tanto più corti quanto più basso era il valore di Omega 3 presente nell’organismo (Farzaneh-Far R et al, JAMA. 2010 Jan 20;303(3):250-7).

Questi studi aprono la strada alla comprensione maggiore dei grandi vantaggi acquisibili da ogni essere vivente grazie a piccoli cambi di abitudini e di comportamenti.
Oggi c’è una drammatica tendenza da parte di molti lavori scientifici a minimizzare le possibili influenze benefiche di integratori e vitamine. Questo lavoro invece definisce una precisa traccia di lettura sull’effetto biologico ed epigenetico che si può indurre nell’essere vivente. Una traccia per ogni medico che voglia essere di aiuto alla guarigione ed aiutare la prevenzione anziché limitarsi ad essere prescrittori di farmaci.

Fonti: Dottor Attilio Speciani

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20085953

 

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