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Conosciamo la NATUROPATIA …

“Non ci potremo sbagliare se seguiremo la natura; il principio sovrano è di conformarsi ad essa; in questo vi è tutta un’arte di vivere”   Mointagne

NATUROPATIA, definizione

L’unico rimedio per allontanare tutte le malattie consiste nel saper coltivare la SALUTE; da questo semplice principio si sviluppano i concetti fondamentali della NATUROPATIA.

Disciplina riconosciuta dall’OMS, “la NATUROPATIA è la sintesi di molteplici metodi naturali per il mantenimento e la tutela della SALUTE dell’essere vivente in relazione alle caratteristiche costituzionali ed alle influenze ambientali, conformemente alle leggi biologiche che ne regolano l’esistenza”. (dizionario UTET, Rudy Lanza)

Etimologicamente il termine, dal latino natura e dal greco phatos, significa “sentire secondo natura”.

I concetti naturopatici, nella definizione della Natura Medicatrix, trovarono originaria espressione in Ippocrate da Cos (460-370 circa a.c.), secondo cui il rispetto delle leggi della natura costituiscono la condizione essenziale per la PREVENZIONE delle malattie.

Coltivare la salute, in accordo con il concetto del “primum non nocere”, è quindi l’obiettivo primario della NATUROPATIA mentre la “VIS MEDICATRIX NATURAE”, la forza guaritrice della natura, è la base filosofica su cui si fondano i suoi principi.

Ne consegue che l’obiettivo primario dell’intervento in naturopatia consiste nello stimolare le innate capacità di auto-guarigione insite in ogni essere vivente in accordo con le leggi della natura.

Continuiamo nella lettura del dizionario UTET … “l’esercizio della naturopatia è affidato al naturopata professionista che opera autonomamente rispetto ad altre figure in ambito sanitario (medici, psicologi, ecc..) il cui compito risiede nel favorire nell’individuo le condizioni atte allo svolgersi dei processi di riequilibrio del sistema mente-corpo. Inoltre egli ricopre il ruolo di educatore nel campo della prevenzione, favorendo nell’individuo i processi di apprendimento dei meccanismi fisiologici relativi allo stato di salute e di benessere.”

Appare evidente che il concetto di salute in naturopatia, in accordo con la definizione dell’OMS, (1) va ben oltre rispetto della semplice assenza di malattia.

Permettetemi ora una breve “escursione cosmica” … l’osservazione dell’universo ci insegna che tutti i suoi componenti sono in relazione tra loro. Il Sole influenza il nostro pianeta Terra ma a sua volta ne viene influenzato, come del resto Terra e Sole sono a loro volta condizionati da altre stelle e da altri pianeti.

Tornando sul nostro pianeta possiamo osservare che è formato da tanti elementi quali l’aria, l’acqua, la terra, le piante, gli animali, tutti a loro volta in stretta relazione, ciò che accade ad un singolo elemento condiziona tutto l’insieme.

Anche l’uomo fa parte dell’universo e della natura e quindi ne subisce gli effetti ed i condizionamenti. Scendendo in particolare nell’universo dentro di noi, osserviamo nell’uomo un insieme di tante molecole, miliardi di cellule che a loro volta formano diversi organi e tessuti. E poi c’è la parte immateriale o spirituale, il mondo delle idee, dei nostri pensieri e delle nostre emozioni. Da tutte queste componenti nasce un solo ed unico individuo. Essendo tutto in relazione, uno squilibrio di un singolo componente influirà su tutti gli altri e credo che basti una semplice riflessione per renderci conto di quanto sia reale questa interazione.

In conclusione possiamo comprendere perché la naturopatia cerca di studiare ogni individuo nella sua globalità e anche, potremmo aggiungere a questo punto, nella sua complessità.

(1) Organizzazione Mondiale della Sanità: la salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non la semplice assenza dello stato di malattia o infermità.

 

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La STORIA della NATUROPATIA

Con questo articolo facciamo qualche passo indietro … anzi più di un passo a ritroso ed andiamo a scoprire le radici storiche e filosofiche della Naturopatia risalenti ai tempi delle antiche scuole di medicina di Ippocrate (460-370 a.c.)

La prima persona che, mettendo un piede in “fallo”, si procurò una distorsione ad un piede ed intuitivamente mise la parte infortunata sotto il getto dell’acqua fredda di un ruscello usufruì di un metodo di cura naturopatico, cioè beneficiò di un elemento della natura, in questo caso l’acqua fredda, per curare un disturbo.

La Naturopatia è quindi una disciplina antichissima anche se il “pensiero naturopatico” moderno cominciò a prendere consistenza assumendo precise connotazioni solo verso il Settecento, grazie all’abate tedesco Kneipp.

Dall’Europa i concetti naturopatici si diffusero in molte parti del mondo ed è in America, precisamente negli Stati Uniti, che fu coniata la parola Naturopatia da parte di un medico, John Scheel, che con questo termine descriveva il suo sistema di cura naturale.

Egli ricavò il termine di Naturopatia da “Nature’s Path” che significa sentire la natura, cioè seguire il “sentiero” che ci indica la natura per raggiungere la salute.

La tradizione naturopatica ha avuto il predominio sulla medicina moderna fino agli anni ’30. In seguito con l’avvento della moderna chimica, con le teorie di Luis Pasteur e lo sviluppo dell’industria farmaceutica, furono approvate tutta una serie di leggi che affidavano alla medicina allopatica la tutela della salute dei cittadini.

Purtroppo l’instaurarsi prepotente ed incontrollato di una visione meccanicistica della vita ha portato nell’uomo la falsa convinzione di poter controllare e addirittura dominare i fenomeni della natura, invece di assecondare e seguire le sue immutabili “leggi”.

Queste nuove concezioni considerano il corpo umano semplicemente come un insieme di organi da studiare, da analizzare nei minimi dettagli dimenticandosi delle sue fondamentali esigenze che sono invece sempre le stesse ormai da milioni di anni.

Lo stesso Pasteur però, prima di morire, fu costretto ad ammettere che “il  terreno è tutto”, il microbo è nulla” sanzionando in tal modo il limite di una concezione troppo riduzionista della malattia a scapito di una visione più globale e profonda dell’uomo.

Le sempre più crescenti patologie cronico-degenerative, i forti limiti delle terapie farmacologiche con il loro effetti avversi, la maggiore richiesta di benessere psico-fisico, sono i fattori principali che hanno portato in questi ultimi anni un ritorno a sistemi di “cura” più in armonia e rispettosi delle leggi naturali verso le quali anche l’uomo dovrebbe, che piacciano o meno, sottomettersi per vivere in SALUTE.

Bibliografia:VIVI CON GLI AGENTI NATURALI, L. COSTACURTA. Ed. MEDICINA NATURALE.

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SOSTANZE FISIOLOGICHE e NON FISIOLOGICHE

DSCN1423Si assumono molti rischi, non sempre in modo consapevole, quando si decide di introdurre nel nostro organismo molecole completamente estranee alla sua fisiologia.
La constatazione è del tutto logica ma “grazie” alle varie campagne di sponsorizzazione di tali sostanze spesso se ne sottovaluta il pericolo; anzi, la promozione verso il loro abuso è talmente ben fatta da far apparire la loro assunzione come cosa normale quando invece dovrebbe essere l’eccezione, non certo la regola. Per le nostre cellule infatti una molecola estranea alla fisiologia risulta essere semplicemente una tossina da eliminare onde evitare che possa arrecare danni più o meno gravi. La velocità di eliminazione di tali sostanze dipende dalle capacità del nostro organismo e dallo stato di efficienza del nostro principale organo deputato alla disintossicazione, il fegato. Per approfondire tale fondamentale concetto rimando alla mia tesi, le eliminazioni difendono la vita.

La differenza tra sostanze fisiologiche e NON fisiologiche deve sempre esserci chiara.
Le prime, in estrema sintesi, potremmo suddividerle in 2 grandi categorie:
-MACRONUTRIENTI e MICRONUTRIENTI.
Nei macronutrienti troviamo i CARBOIDRATI, le PROTEINE ed i GRASSI che insieme concorrono a vario titolo a mantenerci in buona salute.
L’accortezza che dobbiamo avere è quella di ricercare sempre la qualità nelle loro scelte e di assumerli nelle giuste quantità, nè in difetto nè in eccesso.
Per approfondire rimando alla relativa sezione.
Nei micronutrienti vi troviamo invece vitamine, minerali, oligoelementi, antiossidanti, tutte sostanze  essenziali per il nostro organismo. La priorità da raggiungere in questo caso è quella di evitare pericolose carenze o subcarenze mentre è veramente assai improbabile raggiungere degli eccessi considerate le modalità di produzione e consumazione del cibo moderno.

Le sostanze NON fisiologiche invece non svolgono, per definizione, alcun ruolo a sostegno del naturale funzionamento del nostro organismo e quindi la reazione logica del nostro corpo è quella cercare di eliminarle. E torniamo quindi al discorso iniziale, all’introduzione eccessiva di molecole estranee alla fisiologia, i farmaciIMGP1031, i cui effetti dannosi o avversi possiamo leggerli sul foglio illustrativo che li accompagna, il cosiddetto “bugiardino”. Anche in questo campo occorre fare un’importante distinzione; vi sono infatti alcuni farmaci che si avvalgono di molecole “amiche” della nostra fisiologia, citiamo ad esempio l’insulina o gli ormoni tiroidei quando rispettivamente pancreas e tiroide non sono più in grado di produrli autonomamente. Oltre a cercare, ove possibile, di recuperarne la funzione, in tali circostanze il loro ricorso diventa essenziale in quanto sostitutivo e riparatore di processi ormai alterati dell’organismo.

Malattie iatrogene USAIn molti casi invece l’uso, soprattutto prolungato, di farmaci contenenti principi attivi estranei alla fisiologia può arrecare gravi danni all’organismo, di conseguenza è sempre auspicabile effettuare un’attenta valutazione dei benefici e dei rischi anche perchè l’impatto negativo sulla nostra salute non avviene solo a livello teorico; qui accanto trovate infatti un paio di studi con i dovuti riferimenti ove i numeri sono eloquenti, come si dice in questi casi, a buon intenditor poche parole …..

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La CRISI dell’ISTITUZIONE MEDICA

Come sta la medicina moderna? Veramente il suo primo obiettivo è quello di tutelare la nostra SALUTE? Dai ripetuti e gravi episodi di corruzione fino all’ultimo insensato decreto d’urgenza sui vaccini, l’Istituzione medica rischia una preoccupante crisi di fiducia. Il problema è sempre il solito, invece di informare in modo chiaro si preferisce cercare di “formare” le menti con atti de imperio al fine di imporre il “pensiero unico” dominante. L’interesse economico, la cosiddetta  medicina degli affari, pare prendere il sopravvento ma vediamo di cercare il classico “salvataggio in corner” ed elencare in alcuni punti che potrebbero invertire una deriva all’apparenza inarrestabile e ridare la fiducia persa.

Punto PRIMO: sulla SFIDUCIA ISTITUZIONALE e sulla conseguente delusione di molte persone verso la medicina “ufficiale”. Il medico, anche il più illuminato e con le migliori intenzioni, deve oggi confrontarsi con un ambiente disagevole; è infatti opinione diffusa che l’interesse primario della SALUTE sia sottomesso ad altri meno nobili e di conseguenza il clima che il medico è chiamato ad instaurare con il suo paziente nasce già …. in un brutto clima.

Punto SECONDO: sulla questione CULTURALE … a mio avviso il medico del futuro non dovrà limitarsi alla cura, che non sempre porta a risultati positivi e comporta spesso sofferenza per il malato lungo il  cammino verso la guarigione. Il medico del futuro dovrà in modo più incisivo incentivare l’autogestione responsabile della salute attraverso l’indicazione di percorsi virtuosi. Non solo medicina come utile “stampella” ma come  la “via normale” (vedi la metafora della salita verso la montagna) per raggiungere la meta e vivere in salute (raggiungere la vetta). In caso di incidente c’è sempre l’utilissimo soccorso alpino su cui contare, l’importante è che la causa non sia stata per quanto possibile la mancanza di preparazione o l’imprudenza (la mancata prevenzione).

Punto TERZO: sulla NON prevenzione …. toglierei di mezzo la definizione fuorviante di prevenzione secondaria che andrebbe chiamata con il suo vero nome, vale a dire come “diagnosi anticipata o precoce di malattia”, utile in molti casi ma non sempre. Questo per rispettare la lingua italiana, non dare false aspettative e alimentare il business generato dall’eccesso di analisi, esami e screening (leggi “sovradiagnosi”).

Punto QUARTO: un’altra definizione che andrebbe eliminata è quella della “medicina alternativa”, termine senza senso e fonte di equivoci, salvo essere in grado di dimostrare l’esistenza di una forma di salute alternativa. La medicina è una sola, quella che ragionevolmente funziona senza deliri assoluti di onnipotenza (della serie la scienza non è democratica per intenderci) essendo l’organismo umano, nella sua complessità, nella sua interazione tra corpo e mente, ben lontano dall’essere conosciuto. Capire e assecondare le leggi della natura potrebbe essere un buon punto di partenza.

Punto QUINTO: Il medico del futuro dovrà avere mente aperta, scordarsi di alcuni insegnamenti, essere pronto all’integrazione ed allo studio di altre metodiche, dedicarsi ad una medicina che oggi viene definita “integrata” e che vede già molti professionisti impegnati in prima linea.

Infine ci sarebbe anche la questione politica; senza voler entrare nel merito, mi sembra palese che coloro che hanno alimentato questa deriva non potranno certo essere gli artefici della ricostruzione.

 

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MA PERCHÉ NON BASTA IL CIBO?

É questa forse la domanda che più di altre mi vengono poste quando mi esprimo in tema di

Linus Pauling

micronutrizione e di integratori alimentari.
Domanda del tutto naturale che sorge spontanea in quanto assumere tutti i principi nutrizionali attraverso gli alimenti dovrebbe essere un fatto del tutto …… naturale.
La mia “risposta rapida” è che effettivamente così dovrebbe essere, se però vivessimo in condizioni naturali!!!

Ora vediamo un poco di articolare la risposta e lo farò cercando soprattutto di carpire e sottolineare i lati deboli che normalmente accompagnano l’interlocutore che mi pone il quesito.
Quando si discute di micronutrizione si fa riferimento in particolare agli integratori alimentari che, come sappiamo, sono di fatto costituiti da micronutrienti essenziali per il nostro organismo.
Viene considerato essenziale un micronutriente che il nostro organismo non è in grado di sintetizzare (autoprodursi) e quindi deve necessariamente essere assunto attraverso il cibo.

A volte noto molti pregiudizi di fondo rispetto al concetto di integratore dovuti in gran parte alle imprecise ed a volte faziose informazioni che circolano sui mezzi di informazione. 
Oltre che inutili spesso vengono dipinti come dannosi per la nostra salute ma a sostegno di tale ipotesi vengono portate argomentazioni deboli se non false.

Può succedere quindi che molte persone, non per loro colpa, siano vittime della disinformazione ed abbiano quindi,  un’idea ben lontana dalla realtà, o comunque distante da un modello di integrazione nutrizionale qualitativa di cui spesso abbiamo trattato in questo sito e che ho cercato di sostenere attraverso diversi e numerosi studi.
La prima mossa quindi è quella di sgombrare il campo da preconcetti ed informazioni distorte, a volte ad arte, sulla materia degli integratori.

Un altro pregiudizio di fondo riguarda il rapporto tra integrazione e alimentazione; a volte si vuole far passare il messaggio che con l’integrazione si voglia sopperire o peggio ancora giustificare i nostri errori alimentari, o che l’integrazione vada a sostituirsi almeno in parte ad una sana alimentazione.
Niente di più falso; integrazione e sana alimentazione devono marciare in sinergia e di pari passo per portarci verso la salute e pertanto la classica frase che mi sento ripetere “sono per una sana alimentazione e (come se fosse una logica conseguenza) contrario agli integratori alimentari” non ha alcun senso.

Dobbiamo quindi cercare di ben comprendere i principi e le finalità della micronutrizione, solo in questo modo avremo la possibilità di valutare i vantaggi che può darci una sana, intelligente e qualitativa integrazione.

Sono principalmente due le motivazioni di fondo che suggeriscono l’assunzione supplementare di micronutrienti, vale a dire:
1) la povertà di nutrienti essenziali presente a volte nei cibi che mangiamo e qui non mi sto a dilungare sui molti motivi già analizzati che portano a questo fenomeno (metodi di produzione dei cibi, raffinazione, conservazione, cottura ecc…).
2) l’eccesso di sostanze tossiche ed inquinanti sparse nell’ambiente in cui viviamo che indubbiamente necessitano di maggiori quantità di micronutrienti, in particolari antiossidanti, per essere in qualche modo neutralizzate.

Ma oltre a queste considerazioni vi sono da citare i numerosi studi e la vasta letteratura che depongono ormai da tempo a favore di una qualitativa e razionale integrazione principalmente nella prevenzione ma anche a sostegno nella cura di numerose malattie. In particolare alla base di questi studi la considerazione che il livello minimo (la RDA giornaliera) di micronutrienti utili per scongiurare patologie dovute a singole determinate carenze sono ben lontane da un livello invece ottimale di tali micronutrienti necessari per gestire al meglio la nostra salute. 

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IL DR KNOCK ED IL TRIONFO DELLA MEDICINA

“Coloro che si credono sani sono malati senza saperlo…”, questo è il principio sul quale si fonda il metodo del dottor Knock interpretato dal grande Alberto Lupo in questa brillante e per taluni aspetti istruttiva commedia.

Si potrebbe affermare che tale principio ha avuto un certo seguito nella realtà.

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Sui VACCINI, l’informazione e il LIBERO PENSIERO …

Almeno “tecnicamente” NON viviamo in uno stato di REGIME, su questo punto si può essere tutti d’accordo benché vi siano a mio avviso segnali inquietanti su cui riflettere che ci arrivano da più fronti, uno di questi, la questione “decreto-vaccini”, ne è un esempio emblematico. Per focalizzare il tema è superfluo entrare nel merito del decreto, (se vuoi approfondire leggi comunque QUI), meglio analizzare la vicenda dall’alto, da una prospettiva diversa, a partire dal silenzio imposto in modo scientifico da stampa e TV rispetto alle numerose manifestazioni in corso in questi giorni contro tale provvedimento.

Come mai il diritto all’informazione viene così palesemente negato, chi muove i fili con tanto sincronismo da far apparire l’informazione, pur da apparenti diverse fonti, tutta uguale ed allineata proprio come in un vero regime? Prima spiegazione, hanno forse paura?… certo potrebbe essere una chiave di lettura ma probabilmente c’è di più, infatti oltre alla NON informazione si assiste alla diffusione quasi giornaliera di notizie faziose, se non del tutto false, (le famose “fake news”) prodotte dal binomio “giornalisti-autorità sanitaria” pur di ottenere l’effetto “gregge”. Voler influenzare, direi voler FORMARE l’opinione pubblica su determinati argomenti mi sembra lo scopo principale di questa disonesta operazione ma quando la distorsione della realtà assume livelli abnormi le conseguenze potrebbero diventare imponderabili con risultati finali diversi da quelli voluti. Il decreto verrà certo approvato ma di fronte ad un troppo palese “gioco sporco” le persone più attente potrebbero raddrizzare le antenne e per reazione sviluppare un maggiore spirito critico, avanzare dubbi, iniziare a porsi e a porre domande, svoltare dalla fase passiva, rifiutare la logica del PENSIERO UNICO, uscire dal gregge e non accontentarsi del solito piatto preparato e da ingoiare in fretta per il nostro bene senza farci troppo PENSARE.

Si, pensare, ecco … il  PENSIERO …. forse l’intento di “formare” anziché informare nasce da questa parola; con l’informazione, aumentando e stimolando le conoscenze si aprirebbe la porta verso un libero pensiero assai pericoloso per i controllori del sistema. Viene alla mente il grande Giorgio Gaber quando cantava nostalgicamente …e pensare che c’era il pensiero. … il pensare è certo una responsabilità personale ma non mettere nelle condizioni le persone di pensare, anestetizzarle con una  propaganda senza scrupoli è sempre la modalità più collaudata che il sistema adotta per mantenere il dominio …. o come nella metafora della salita verso la montagna, cercare di far credere all’ignaro escursionista (con tanto di guida alpina al seguito) di essere sulla via normale di salita, la più sicura mentre nella realtà il burrone è lì a pochi metri (tanto poi c’è il soccorso alpino che ci verrà a salvare) …

Guardando invece al lato ottimista di questa vicenda, credo che un effetto positivo verrà raggiunto, o almeno lo spero, dal decreto della vergogna riguardante i vaccini … l’aver reso visibile in modo spregiudicato, inequivocabile, un progetto in atto da tempo, la medicalizzazione della società usando come pretesto la difesa della nostra SALUTE. Sul lungo termine questo “capolavoro”, frutto della commistione tra lobbies farmaceutiche, politica corrotta, informazione e giornalisti vergognosi, potrà avere un effetto boomerang che i cultori della medicina degli affari forse non hanno calcolato fino in fondo. La maschera è stata gettata ed ora sarà per tutti più facile difendersi, il lupo travestito da agnello è stato scoperto e questo permetterà a molti di mettersi in salvo (che può anche significare salvarsi la vita!!!). La perdita quasi irreversibile di credibilità dell’istituzione medica è l’aspetto più preoccupante, bene quei medici che in modo critico alzeranno la testa a rischio di perderla, come nelle migliori “democrazie” e si opporranno a questa deriva autoritaria.

Per quanto riguarda stampa e giornalisti, beh, la storia peggiore purtroppo si rinnova e torna più che mai attuale la frase pronunciata da Malcom X … “se non state attenti i media vi faranno odiare le persone che vengono oppresse e amare quelle che opprimono … “ 

approfondimento -Morbillo, tra epidemie mediatiche e falsa scienza

AIFA rapporto vaccini 2016, reazioni avverse

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INVENTORI DI MALATTIE.

Vi propongo parte di una trasmissione andata in onda su RAITRE in “terza” serata qualche tempo fa (il giorno in cui andrà in onda in prima serata su RAIUNO sarà forse il segnale che stanno cambiando i tempi) in cui vengono portati alla luce alcuni “meccanismi” che guidano a volte la ricerca in campo sanitario.
Tali meccanismi, essendo noi cittadini a doverne subire le conseguenze finali in termini di salute, dovrebbero essere resi pubblici in maniera più trasparente ed incisiva; insomma anche in tali situazioni si tratta di fare informazione.

Fortunatamente questa opera divulgativa ha sempre più come protagonisti molti medici innovativi che mal digeriscono le imposizioni dall’alto

Nel video proposto potrete invece ben constatare come l’intendimento palesato in tutta tranquillità da un grande dirigente di una delle maggiori aziende farmaceutiche, e cioè quello di “produrre farmaci per gente sana”, sia diventato purtroppo realtà.

Buona visione.
http://www.giulemanidaibambini.org/video/videoplayer.php?v=player.swf?src=inventori_r

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COLESTEROLO LDL, RIVALUTARE LINEE GUIDA PER GLI OVER 60

Ebbene è proprio così, con livelli di colesterolo più elevati si vive meglio e più a lungo!

A dire il vero personalmente avevo già da tempo rivalutato le linee guida ufficiali sui valori ematici di colesterolo partendo da una semplice considerazione in armonia con i principi naturopatici; la naturale fisiologia dell’organismo deve essere rispettata, non alterata per puri fini commerciali come accaduto in questi anni con l’abuso prescrittivo delle statine (i farmaci anticolesterolo) …  Anche le mie statistiche lo rivelano, chi ha il colesterolo molto basso proprio bene non sta, e non solo sopra i 60 anni! Di seguito il documento/studio …

COLESTEROLO LDL, RIVALUTARE LINEE GUIDA PER GLI OVER 60

Valori elevati di colesterolo Ldl sono inversamente correlati alla mortalità nella maggior parte delle persone oltre i 60 anni. E dal momento che gli anziani con LDL elevato vivono più a lungo rispetto ai coetanei con LDL basso, questi dati mettono in discussione la validità dell’ipotesi colesterolo, che considera quest’ultimo, specie la frazione LDL, aterogenico.

È quanto emerge dal lavoro di Uffe Ravnskov, ricercatore di Lund in Svezia, e primo autore di un articolo pubblicato su Bmj Open, in cui si suggerisce una rivalutazione delle linee guida che raccomandano la riduzione farmacologica del colesterolo Ldl negli anziani come parte della prevenzione cardiovascolare. «Abbassare il colesterolo con i farmaci come prevenzione cardiovascolare primaria in chi ha più di 60 anni è uno spreco di tempo e risorse» afferma l’esperto svedese. Per giungere a queste conclusioni, che mettono in dubbio una delle teorie di base della medicina cardiovascolare, un gruppo di cardiologi di 17 Paesi ha recensito studi precedenti svolti su un totale di 68.000 persone.

«È noto che il rischio di mortalità cardiovascolare o per tutte le cause dipendente dal colesterolo totale si riduce o addirittura svanisce con l’aumentare dell’età, ma poco si sa sull’associazione tra colesterolo Ldl, una frazione di quello totale, e mortalità nei pazienti anziani» esordisce Ravnskov, che assieme ai colleghi ha selezionato dalla letteratura scientifica 19 studi di coorte da cui emerge una correlazione inversa tra Ldl e mortalità nel 92% dei partecipanti. Il cardiologo londinese Aseem Malhotra, coautore della metanalisi assieme ad altri colleghi britannici, irlandesi e statunitensi spiega: «Questi dati suggeriscono di ridurre l’allarmismo sul colesterolo in termini di malattie cardiache, aumentando invece il livello di attenzione sulla resistenza all’insulina, il fattore di rischio più importante per molte malattie croniche». Ma la British Heart Foundation ha già respinto il documento, sottolineando che decenni di studi dimostrano lo stretto legame tra malattie cardiache e colesterolo.

Fonti: Bmj Open. 2016. doi: 10.1136/bmjopen-2015-010401

http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27292972

http://www.doctor33.it/

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ALLOPATIA, OMEOPATIA, NATUROPATIA

ALLOPATIA, OMEOPATIA, NATUROPATIA.

Dr.Samuel Hahnemann

Dr.Samuel Hahnemann

Vorrei analizzare con voi il significato di questi tre termini spesso usati nell’ambito della medicina.
La medicina allopatica o allopatia (dal greco allos ἄλλος, diverso, e pathos πάθος, sofferenza) viene fatta risalire al dottor S. Hahnemann, in contrapposizione al sistema curativo tipico dell’omeopatia, di cui il medico tedesco ne fu il fondatore.
Normalmente è un termine che viene associato al classico intervento della medicina convenzionale che utilizza presidi e molecole farmacologiche che provocano effetti contrari rispetto alle manifestazioni della malattia, secondo l’aforisma “contraria contrariis curantur.”
Quindi in caso di dolori si prescriveranno antidolorifici, in caso di infiammazioni si consiglieranno antinfiammatori ecc…ecc….

L’omeopatia (dal greco ὅμοιος, simile, e πάθος, sofferenza) spesso al centro di accesi dibattiti in ambito medico, parte invece da presupposti diversi utilizzando tutta una serie di rimedi che nella persona sana e a quantità ponderali causano gli stessi disturbi che, a dosi omeopatiche, sono invece in grado di curarli.
Pertanto l’aforisma caro agli omeopati è il “similia similibur curentur”, vale a dire che il simile si cura con il simile. Tutto ciò espresso chiaramente in estrema sintesi.

Alla NATUROPATIA ed alla sua “cura del terreno” sono già state dedicate invece diverse pagine di questo sito ed alle quali eventualmente rimando.

Cosa unisce tra loro questi diversi termini che per certi aspetti possono apparire in contrapposizione?….certamente la finalità e lo scopo.

Come abbiamo più volte ribadito siamo per l’integrazione delle diverse discipline, unica deve essere la medicina come unico è lo stato di salute.
Quella che può e a volte deve differire è la tempistica tra i vari interventi a secondo della condizioni oggettive presenti e della eventuale diagnosi medica di malattia.

L’applicazione dei principi naturopatici trovano com’è noto il campo di azione ideale nella fase preventiva o di appoggio alla terapia convenzionale quando è ancora possibile stimolare e sostenere l’energia vitale del soggetto. L’omeopatia, e soprattutto una sua “parente stretta” quale l’omotossicologia, si pone un poco al centro, come cura e stimolazione della capacità di autoguarigione dell’organismo.

Discipline quindi concettualmente diverse ma con evidenti punti di incontro comuni.

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