Archive for Gennaio 2018

IL DR KNOCK ED IL TRIONFO DELLA MEDICINA

“Coloro che si credono sani sono malati senza saperlo…”, questo è il principio sul quale si fonda il metodo del dottor Knock interpretato dal grande Alberto Lupo in questa brillante e per taluni aspetti istruttiva commedia.

Si potrebbe affermare che tale principio ha avuto un certo seguito nella realtà.

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La STORIA della NATUROPATIA

Con questo articolo facciamo qualche passo indietro … anzi più di un passo a ritroso ed andiamo a scoprire le radici storiche e filosofiche della Naturopatia risalenti ai tempi delle antiche scuole di medicina di Ippocrate (460-370 a.c.)

La prima persona che, mettendo un piede in “fallo”, si procurò una distorsione ad un piede ed intuitivamente mise la parte infortunata sotto il getto dell’acqua fredda di un ruscello usufruì di un metodo di cura naturopatico, cioè beneficiò di un elemento della natura, in questo caso l’acqua fredda, per curare un disturbo.

La Naturopatia è quindi una disciplina antichissima anche se il “pensiero naturopatico” moderno cominciò a prendere consistenza assumendo precise connotazioni solo verso il Settecento, grazie all’abate tedesco Kneipp.

Dall’Europa i concetti naturopatici si diffusero in molte parti del mondo ed è in America, precisamente negli Stati Uniti, che fu coniata la parola Naturopatia da parte di un medico, John Scheel, che con questo termine descriveva il suo sistema di cura naturale.

Egli ricavò il termine di Naturopatia da “Nature’s Path” che significa sentire la natura, cioè seguire il “sentiero” che ci indica la natura per raggiungere la salute.

La tradizione naturopatica ha avuto il predominio sulla medicina moderna fino agli anni ’30. In seguito con l’avvento della moderna chimica, con le teorie di Luis Pasteur e lo sviluppo dell’industria farmaceutica, furono approvate tutta una serie di leggi che affidavano alla medicina allopatica la tutela della salute dei cittadini.

Purtroppo l’instaurarsi prepotente ed incontrollato di una visione meccanicistica della vita ha portato nell’uomo la falsa convinzione di poter controllare e addirittura dominare i fenomeni della natura, invece di assecondare e seguire le sue immutabili “leggi”.

Queste nuove concezioni considerano il corpo umano semplicemente come un insieme di organi da studiare, da analizzare nei minimi dettagli dimenticandosi delle sue fondamentali esigenze che sono invece sempre le stesse ormai da milioni di anni.

Lo stesso Pasteur però, prima di morire, fu costretto ad ammettere che “il  terreno è tutto”, il microbo è nulla” sanzionando in tal modo il limite di una concezione troppo riduzionista della malattia a scapito di una visione più globale e profonda dell’uomo.

Le sempre più crescenti patologie cronico-degenerative, i forti limiti delle terapie farmacologiche con il loro effetti avversi, la maggiore richiesta di benessere psico-fisico, sono i fattori principali che hanno portato in questi ultimi anni un ritorno a sistemi di “cura” più in armonia e rispettosi delle leggi naturali verso le quali anche l’uomo dovrebbe, che piacciano o meno, sottomettersi per vivere in SALUTE.

Bibliografia:VIVI CON GLI AGENTI NATURALI, L. COSTACURTA. Ed. MEDICINA NATURALE.

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SOSTANZE FISIOLOGICHE e NON FISIOLOGICHE

DSCN1423Si assumono molti rischi, non sempre in modo consapevole, quando si decide di introdurre nel nostro organismo molecole completamente estranee alla sua fisiologia.
La constatazione è del tutto logica ma “grazie” alle varie campagne di sponsorizzazione di tali sostanze spesso se ne sottovaluta il pericolo; anzi, la promozione verso il loro abuso è talmente ben fatta da far apparire la loro assunzione come cosa normale quando invece dovrebbe essere l’eccezione, non certo la regola. Per le nostre cellule infatti una molecola estranea alla fisiologia risulta essere semplicemente una tossina da eliminare onde evitare che possa arrecare danni più o meno gravi. La velocità di eliminazione di tali sostanze dipende dalle capacità del nostro organismo e dallo stato di efficienza del nostro principale organo deputato alla disintossicazione, il fegato. Per approfondire tale fondamentale concetto rimando alla mia tesi, le eliminazioni difendono la vita.

La differenza tra sostanze fisiologiche e NON fisiologiche deve sempre esserci chiara.
Le prime, in estrema sintesi, potremmo suddividerle in 2 grandi categorie:
-MACRONUTRIENTI e MICRONUTRIENTI.
Nei macronutrienti troviamo i CARBOIDRATI, le PROTEINE ed i GRASSI che insieme concorrono a vario titolo a mantenerci in buona salute.
L’accortezza che dobbiamo avere è quella di ricercare sempre la qualità nelle loro scelte e di assumerli nelle giuste quantità, nè in difetto nè in eccesso.
Per approfondire rimando alla relativa sezione.
Nei micronutrienti vi troviamo invece vitamine, minerali, oligoelementi, antiossidanti, tutte sostanze  essenziali per il nostro organismo. La priorità da raggiungere in questo caso è quella di evitare pericolose carenze o subcarenze mentre è veramente assai improbabile raggiungere degli eccessi considerate le modalità di produzione e consumazione del cibo moderno.

Le sostanze NON fisiologiche invece non svolgono, per definizione, alcun ruolo a sostegno del naturale funzionamento del nostro organismo e quindi la reazione logica del nostro corpo è quella cercare di eliminarle. E torniamo quindi al discorso iniziale, all’introduzione eccessiva di molecole estranee alla fisiologia, i farmaciIMGP1031, i cui effetti dannosi o avversi possiamo leggerli sul foglio illustrativo che li accompagna, il cosiddetto “bugiardino”. Anche in questo campo occorre fare un’importante distinzione; vi sono infatti alcuni farmaci che si avvalgono di molecole “amiche” della nostra fisiologia, citiamo ad esempio l’insulina o gli ormoni tiroidei quando rispettivamente pancreas e tiroide non sono più in grado di produrli autonomamente. Oltre a cercare, ove possibile, di recuperarne la funzione, in tali circostanze il loro ricorso diventa essenziale in quanto sostitutivo e riparatore di processi ormai alterati dell’organismo.

Malattie iatrogene USAIn molti casi invece l’uso, soprattutto prolungato, di farmaci contenenti principi attivi estranei alla fisiologia può arrecare gravi danni all’organismo, di conseguenza è sempre auspicabile effettuare un’attenta valutazione dei benefici e dei rischi anche perchè l’impatto negativo sulla nostra salute non avviene solo a livello teorico; qui accanto trovate infatti un paio di studi con i dovuti riferimenti ove i numeri sono eloquenti, come si dice in questi casi, a buon intenditor poche parole …..

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La CRISI dell’ISTITUZIONE MEDICA

Come sta la medicina moderna? Veramente il suo primo obiettivo è quello di tutelare la nostra SALUTE? Dai ripetuti e gravi episodi di corruzione fino al decreto liberticida sui vaccini, l’Istituzione medica rischia una preoccupante crisi di fiducia. Il problema è sempre il solito, invece di informare in modo chiaro si preferisce cercare di “formare” le menti con atti de imperio al fine di imporre il “pensiero unico” dominante. L’interesse economico, la cosiddetta  medicina degli affari, pare prendere il sopravvento ma vediamo di cercare il classico “salvataggio in corner” ed elencare alcuni punti che potrebbero invertire la deriva e ridare la fiducia persa.

Punto PRIMO: sulla SFIDUCIA ISTITUZIONALE e sulla conseguente delusione di molte persone verso la medicina “ufficiale”. Il medico, anche il più illuminato e con le migliori intenzioni, deve oggi confrontarsi con un ambiente disagevole; è infatti opinione diffusa che l’interesse primario della SALUTE sia sottomesso ad altri meno nobili e di conseguenza il clima tra medico e paziente non è dei migliori.

Punto SECONDO: sulla questione CULTURALE … a mio avviso il medico del futuro non dovrà limitarsi alla cura, che non sempre porta a risultati positivi e comporta spesso sofferenza per il malato lungo il  cammino verso la guarigione. Il medico del futuro dovrà in modo più incisivo incentivare l’autogestione responsabile della salute attraverso l’indicazione di percorsi virtuosi. Non solo medicina come utile “stampella” ma come  la “via normale” per raggiungere la meta e vivere in salute (raggiungere la vetta). In caso di incidente c’è sempre l’utilissimo soccorso alpino su cui contare, l’importante è che la causa non sia stata per quanto possibile la mancanza di preparazione o l’imprudenza (la mancata prevenzione).

Punto TERZO: sulla NON prevenzione …. toglierei di mezzo la definizione fuorviante di prevenzione secondaria che andrebbe chiamata con il suo vero nome, vale a dire come “diagnosi anticipata o precoce di malattia”, utile in molti casi ma non sempre. Questo per rispettare la lingua italiana, non dare false aspettative e alimentare il business generato dall’eccesso di analisi, esami e screening (vedi “sovra – diagnosi”).

Punto QUARTO: un’altra definizione che andrebbe eliminata è quella della “medicina alternativa”, termine senza senso e fonte di equivoci, salvo essere in grado di dimostrare l’esistenza di una forma di salute alternativa. La medicina è una sola, quella che ragionevolmente funziona senza deliri assoluti di onnipotenza (della serie la scienza non è democratica per intenderci) essendo l’organismo umano, nella sua complessità, nella sua interazione tra corpo e mente, ben lontano dall’essere conosciuto. Capire, assecondare e rispettare le leggi della natura potrebbe essere un buon punto di partenza.

Punto QUINTO: Il medico del futuro dovrà avere mente aperta, scordarsi di alcuni insegnamenti, essere pronto all’integrazione ed allo studio di altre metodiche, dedicarsi ad una medicina che oggi viene definita “integrata” e che vede già molti professionisti impegnati in prima linea.

Infine ci sarebbe anche la questione politica; senza voler entrare nel merito, mi sembra palese che coloro che hanno alimentato questa deriva non potranno certo essere gli artefici della ricostruzione.

 

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