HELICOBACTER e ALLERGIE

HELICOBACTER e ALLERGIE

 

Scritto da Enzo Verga il 18/10/2011

Riporto di seguito uno studio pubblicato recentemente sulla rivista “Journal of Clinical Investigation”in quanto lo ritengo emblematico per comprendere l’unicità del nostro organismo e di come alterandone anche a scopo “curativo” il suo terreno si possano turbarne gli equilibri ed ottenere risultati non sempre virtuosi.
Nella pratica medica comune il batterio “Helicobacter Pilori” spesso è messo sotto accusa come causa di problemi a livello digestivo, gastriti, ulcere ecc…. Se rilevata la sua presenza tramite le consuete indagini strumentali vengono di norma prescritti antibiotici per debellarlo.
In Medicina Naturale invece la domanda primaria che dobbiamo porci è sul perché un batterio trovi un terreno talmente fertile da svilupparsi in modo anomalo fino a diventare aggressivo e potenzialmente pericoloso per il nostro organismo.
La risposta come appare evidente è da cercare nelle cattive condizioni in cui giace il nostro apparato gastro-enterico, nello sviluppo della febbre gastro-intestinale come direbbe Lezaeta, che permette al batterio di poter fare danni. Anche in questo caso quindi l’intervento “causalista” non può certo limitarsi a bombardare il microbo, bensì nel riequilibrare il “terreno” che ha consentito la manifestazione di tale squilibrio patologico. Anche perché, come riportato nello studio, l’Helicobacter quando vive in perfetta simbiosi con il nostro organismo svolge un ruolo protettivo per la nostra salute.

IL BATTERIO HELICOBACTER PROTEGGE DALLE ALLERGIE

Il batterio Helicobacter pilori protegge dall’asma provocata dalle allergie.
Lo afferma uno studio pubblicato dalla rivista Journal of Clinical Investigation, secondo cui l’aumento dei casi di questa patologia nei paesi occidentali potrebbe essere dovuto proprio alla progressiva scomparsa di questo microrganismo.

Nello studio i ricercatori dell’Università di Zurigo hanno infettato alcuni topi con il batterio che nella maggior parte dei casi non è pericoloso per l’organismo.
Le cavie infettate a pochi giorni di vita hanno sviluppato una tolleranza immunologica al batterio e nessuna risposta allergica ai principali allergeni. Un gruppo di controllo di topi non infettati invece è risultato fortemente allergico.

“L’infezione precoce aumenta la produzione di cellule T, che sono fondamentali per regolare la risposta immunitaria – hanno spiegato gli autori – e questo spiega il meccanismo protettivo”. Una volta trapiantate le cellule T nei topi allergici, hanno dimostrato gli esperti, anche questi guadagnano l’immunità, che però viene persa se si uccide il batterio con gli antibiotici.

Fonti: Sanitànews 07 luglio 2011

Per approfondimenti:

 

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