Storia della naturopatia

Con questo articolo facciamo qualche passo indietro, anzi molti passi a ritroso e andiamo a scoprire le radici storiche e filosofiche della Naturopatia risalenti ai tempi delle antiche scuole di medicina di Ippocrate (460-370 a.c.)

*Luigi Costacurta

La prima persona che, mettendo un piede in “fallo”, si procurò una distorsione a un piede e intuitivamente mise la parte infortunata sotto il getto dell’acqua fredda di un ruscello usufruì di un metodo di cura naturopatico, cioè beneficiò di un elemento della natura, in questo caso l’acqua fredda, per curare un disturbo.

La Naturopatia è quindi una disciplina antichissima anche se il “pensiero naturopatico” moderno cominciò a prendere consistenza assumendo precise connotazioni solo verso il Settecento, grazie all’abate tedesco Kneipp.

Dall’Europa i concetti naturopatici si diffusero in molte parti del mondo ed è in America, precisamente negli Stati Uniti, che fu coniata la parola Naturopatia da parte di un medico, John Scheel, che con questo termine descriveva il suo sistema di cura naturale.

Egli ricavò il termine di Naturopatia da “Nature’s Path” che significa sentire la natura, cioè seguire il “sentiero” che ci indica la natura per raggiungere la salute.

Tra i grandi diffusori e pionieri delle Medicine Naturali da ricordare Luigi Costacurta in Italia e Manuel Lezaeta Acharan in America Latina. A questi e altri personaggi che hanno fatto la storia della Naturopatia in Italia e nel mondo dedicheremo delle pagine a parte.

La tradizione naturopatica ha avuto il predominio sulla medicina moderna fino agli anni ’30. In seguito con l’avvento della moderna chimica, con le teorie di Luis Pasteur e lo sviluppo dell’industria farmaceutica, furono approvate tutta una serie di leggi che affidavano alla medicina allopatica la tutela della salute dei cittadini.

Purtroppo l’instaurarsi prepotente di una visione meccanicistica della vita ha portato nell’uomo la falsa convinzione di poter controllare e addirittura dominare i fenomeni della natura, invece di assecondare e seguire le sue immutabili “leggi”.

Queste nuove concezioni considerano il corpo umano semplicemente come un insieme di organi da studiare, da analizzare nei minimi dettagli dimenticandosi delle sue fondamentali esigenze che sono invece sempre le stesse ormai da milioni di anni.

Lo stesso Pasteur però, prima di morire, fu costretto ad ammettere che “il  terreno è tutto”, il microbo è nulla” sanzionando in tal modo il limite di una concezione troppo riduzionista della malattia a scapito di una visione più globale e profonda dell’uomo.

Le sempre più crescenti patologie cronico-degenerative, i forti limiti delle terapie farmacologiche con il loro effetti avversi, la maggiore richiesta di benessere psico-fisico, sono i fattori principali che hanno portato in questi ultimi anni un ritorno a sistemi di “cura” più in armonia e rispettosi delle leggi naturali verso le quali anche l’uomo dovrebbe, che piacciano o meno, sottomettersi per vivere in SALUTE.

Bibliografia: Vivi con gli agenti naturali, L. Costacurta –  Ed. Medicina Naturale.

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