La Notizia intorno a Didimo Chierico … più disingannato che rinsavito.

Dissi che teneva chiuse le sue passioni; e quel poco che ne traspariva pareva calore di fiamma lontana. A chi gli offeriva amicizia lasciava intendere che la colla cordiale per cui uno s’attacca all’altro, l’aveva già data a quei pochi ch’erano giunti innanzi. Rammentava volentieri la sua vita passata ma non m’accorsi mai ch’egli avesse fiducia nei giorni avvenire o che ne temesse. […] Ammirava assai ma più con gli occhiali, diceva egli, che col telescopio; e disprezzava con taciturnità sì sdegnosa da far giusto e irreconciliabile, il risentimento degli uomini dotti. Aveva per altro il compenso di non patire d’invidia, la quale in chi ammira e disprezza non trova mai luogo. E diceva: La rabbia e il disprezzo sono due grandi estremi dell’ira: le anime deboli arrabbiano; le forti disprezzano: ma tristo e beato chi non s’adira.

Insomma pareva uomo che essendosi in gioventù lasciato governare dall’indole sua naturale, s’accomodasse, ma senza fidarsene, alla prudenza mondana. E forse aveva più amore che stima per gli uomini però non era orgoglioso né umile. Parea verecondo perché non era né ricco né povero. Forse non era avido né ambizioso perciò parea libero. Quanto all’ingegno, non credo che la natura l’avesse moltissimo prediletto, né poco. Ma l’aveva temprato in guisa da non potersi imbevere degli altrui insegnamenti; e quel che produceva da sé aveva certa novità che allettava e la primitiva ruvidezza che offende. Quindi derivava in esso per avventura quell’esprimere in modo tutto suo le cose comuni; e la propensione di censurare i metodi delle nostre scuole. Inoltre sembravami ch’egli sentisse non so qual dissonanza nell’armonia delle cose del mondo: non però lo diceva […]

Ma pareva, quando io li vidi, più disingannato che rinsavito e che, senza dar noia altri, se ne andasse quietissimo e sicuro di sé medesimo per la sua strada, e sostandosi spesso, quasi avesse più a cuore di non deviare, che di toccare la meta. Queste a ogni modo sono tutte mie congetture.

Tratto da la Notizia intorno a Didimo Chierico … più disingannato che rinsavito. – Ugo Foscolo – 

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