Non esisteva ancora il termine NUTRACEUTICO, nemmeno la parola superfood ma già esisteva il polline, un cibo prodotto dalle api e ricco di sostante nutritive utili per la nostra salute.
Il polline è una polvere finissima costituita da granuli microscopici situati sui piccoli filamenti all’interno dei petali dei fiori (stami) che, depositati sul pistillo, fecondano il fiore. Infatti la fecondazione delle piante avviene proprio grazie al polline che viene trasportato dalle api, dagli insetti o dal vento da un fiore all’altro.
La scoperta del polline come nutriente è conseguente all’osservazione dello sviluppo delle larve dell’alveare. Il polline è un componente della pappa delle larve e, considerata la loro rapidissima crescita, è stato logico pensare che in tale alimento vi fossero presenti grandi quantità di sostanze utili anche per la nutrizione umana. Questa osservazione spiega l’abitudine istintiva, ora pressoché scomparsa, della gente dei campi di includere nella loro alimentazione anche i fiori delle piante.
Alle analisi il polline contiene acqua (4%), una buona quantità di proteine (35%), grassi (5%), zuccheri (52%), ceneri (4%). Ottima anche la presenza di vitamine, in particolare la provitamina A sotto forma di carotenoidi e le vitamine del complesso B.
Come detto il polline si presenta in granuli di 1-3 millimetri che l’ape, man mano che lo compone, lo deposita nei cestelli che costituiscono la struttura dei suoi arti posteriori. Per raccoglierlo l’apicoltore avveduto ha escogitato il sistema per sottrarlo all’ape senza compromettere le sue riserve alimentari. Tale sistema consiste nell’applicazione all’entrata dell’alveare di un piano costruito con una reticola dotata di una sottostante vaschetta di raccolta. Per entrare nell’alveare l’ape è costretta a camminare sopra tale rete perdendo parte del polline che ha nei cestelli naturali delle zampette.
Considerato il suo valore nutrizionale in naturopatia consideriamo l’assunzione del polline d’api come un prezioso supporto al nostro terreno, per rafforzare la nostra energia vitale e colmare eventuali carenze micro-nutrizionali. Come tutti i rimedi che rafforzano il nostro terreno non dobbiamo considerarlo come una “terapia” specifica per affrontare determinati disturbi. Il suo impiego è da inserirsi nei rimedi utili in caso di debolezza, per affrontare periodi di stress psico-fisico e come ricostituente generale.
La dose giornaliera per un adulto può variare da 1 fino a massino 3 cucchiaini al giorno (totali 10/15 grammi). Per un bambino da mezzo/max un cucchiaino al giorno. Lo possiamo assumere tale e quale (fresco o secco) o scioglierlo nel miele, nello yogurt o altra bevanda non calda. L’integrazione con il polline può essere fatta a cicli di 60 giorni circa fino a 2-3 volte l’anno.
Bibliografia: La Nuova Dietetica, Luigi Costacurta – Edizioni di Medicina Naturale – 1995 –