NATUROPATIA

“Non ci potremo sbagliare se seguiremo la natura; il principio sovrano è di conformarsi ad essa;in questo vi è tutta un’arte di vivere”    Mointagne

DSCN5318Nella presentazione abbiamo fatto un breve accenno alla NATUROPATIA. Sulla definizione di questa disciplina ho constatato che c’è molta confusione che poi inevitabilmente si proietta sulla figura del naturopata. Molti non sanno e quando affermo che sono naturopata mi guardano un poco sorpresi e perplessi…altri fanno confusione con l’omeopatia ecc… Mi sembra doveroso quindi prima di tutto chiarire cos’è realmente la NATUROPATIA e cosa fa, o cerca di fare, il naturopata.

Il dottor Rudy Lanza, uno dei più convinti ed appassionati divulgatori della naturopatia in Italia, ne ha ben tracciato il profilo in una pagina del GRANDE DIZIONARIO ENCICLOPEDICO UTET che ora andremo ad analizzare. “La NATUROPATIA è la sintesi di molteplici metodi naturali per il mantenimento e la tutela della salute dell’essere vivente in relazione alle caratteristiche costituzionali ed alle influenze ambientali, conformemente alle leggi biologiche che ne regolano l’esistenza. Etimologicamente il termine (dal latino natura e dal greco phatos) significa “sentire secondo natura”, (il vocabolo greco pathos indica infatti sentire, percepire e soltanto tardivamente nella cultura greca divenne sinonimo di malattia). I concetti naturopatici, nella definizione Natura Medicatrix trovarono originaria espressione in IPPOCRATE da Cos (495-377 a.C.), secondo cui il rispetto delle leggi della natura e di una corretta alimentazione costituiscono la condizione essenziale per la prevenzione delle malattie, integrando il pensiero di Pitagora (580-498 a.C.) fondato sull’importanza di una corretta circolazione umorale (sangue, bile,flegma).”

La “VIS MEDICATRIX NATURAE”, la forza vitale della natura, è quindi la base filosofica su cui si fondano i principi della Naturopatia. Come vedremo in seguito, la Naturopatia cerca di stimolare l’innata capacità di guarigione insita in ogni essere vivente seguendo le leggi della natura.

“Le tecniche di Naturopatia, prosegue il dottor Lanza nella sua esposizione, comprendono: l’IRIDOLOGIA, metodo di analisi, non diagnostico, che permette l’osservazione del terreno, cioè delle predisposizioni ad alterazioni funzionali e organiche, individuando inoltre l’entità del sovraccarico umorale e la capacità di eliminazione dei residui metabolici. La FITOTERAPIA, che prevede l’uso dei prodotti di derivazione vegetale, i cui principi attivi fungono da riequilibratori del “terreno”.

Sull’importante concetto di “terreno” torneremo spesso nelle nostre esposizioni. Infatti è proprio il “terreno costituzionale” del soggetto il “campo” privilegiato di azione dell’intervento naturopatico.

DSCN3749IL RIEQUILIBRIO NUTRIZIONALE E L’INTEGRAZIONE CON MICRONUTRIENTI:
l’apporto di minerali, vitamine, amminoacidi di estrazione naturale interviene a livello biochimico, secondo i bisogni individuali [..] Tra le tecniche corporee si annoverano le scienze di cura appartenenti alla tradizione occidentale (argilloterapia, idroterapia) e alla tradizione orientale, nonché le moderne applicazioni della riflessologia […]”

Svilupperemo in altre sezioni il significato più profondo di questa definizione della naturopatia, che ne anticipa già comunque gli obiettivi e gli strumenti di azione. Chiarito il concetto di naturopatia, vediamo ora come il dott. Lanza definisce la figura del NATUROPATA sempre nel grande dizionario UTET: “L’esercizio della naturopatia è affidato al naturopata professionista che opera autonomamente rispetto ad altre figure attive in ambito sanitario (medici, psicologi, ecc..) e il cui compito risiede nel favorire nell’individuo le condizioni atte allo svolgersi dei processi di riequilibrio del sistema mente-corpo e nello stimolare in esso le proprie capacità di autoguarigione. Inoltre egli ricopre il ruolo di educatore nel campo della prevenzione, favorendo nel soggetto umano i processi di apprendimento dei meccanismi fisiologici relativi allo stato di salute e di benessere.”

Queste sono quindi le definizioni corrette della disciplina della NATUROPATIA e della figura professionale del NATUROPATA. “Sentire la natura” e seguirne i suoi insegnamenti per raggiungere un pieno benessere fisico e psicologico; ecco la meta da raggiungere per essere in piena salute ed in armonia con l’universo che c’è dentro e fuori di noi.

E’ evidente quindi che il concetto di salute per la naturopatia va ben oltre la definizione che comunemente viene data, cioè della semplice assenza di malattie. Se riflettiamo e osserviamo l’universo fuori di noi, ci rendiamo conto che tutti i suoi componenti sono in relazione ad altri. Il Sole influenza di certo il nostro pianeta Terra ma a sua volta ne è influenzato, come del resto Terra e Sole sono a loro volta condizionati da altre stelle e da altri pianeti.

Se scendiamo invece sul nostro pianeta, ci rendiamo conto che è formato da tanti elementi quali l’aria, l’acqua, la terra, le piante, gli animali… Se ci pensiamo non possiamo non affermare che tutti questi elementi sono in stretta relazione fra loro, ciò che accade ad un singolo elemento condiziona tutto l’insieme.

Anche l’uomo fa parte dell’universo e della natura e quindi ne subisce gli effetti ed i condizionamenti. Scendendo in particolare nell’universo che c’è dentro di noi, dobbiamo osservare che l’uomo è l’insieme di tanti “elementi”, miliardi di cellule, che a loro volta formano diversi tessuti ed organi. E poi c’è la parte, chiamiamola, immateriale o spirituale; è il mondo delle idee, dei nostri pensieri e delle nostre emozioni. Da tutte queste componenti, che sono innegabilmente in relazione strettissima fra loro, nasce un solo ed unico individuo. Se anche una sola delle componenti ha uno squilibrio influirà sulle altre, e penso che basti una breve riflessione per renderci conto di quanto sia reale questa interazione.

In conclusione possiamo comprendere perché la naturopatia, nei suoi principi basilari, cerca di studiare ogni individuo nella sua globalità e anche, potremmo aggiungere a questo punto, nella sua complessità.

 

 

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