ALIMENTAZIONE

ALIMENTAZIONE introduzioneippocrate Nutrimento

Prima di addentrarci nell’argomento vorrei fare qualche breve ma importante considerazione di carattere generale.

Personalmente sono per una sana alimentazione e di conseguenza, cosa forse meno ovvia, sono più o meno contro la maggior parte delle diete o modelli alimentari che oggi vengono proposti.
Anzi metterei in discussione proprio il concetto di dieta in quanto tale termine nella mentalità corrente è sovente associato ad una semplice restrizione calorica, oppure all’esclusione di alcune tipologie di alimenti ed in via generale a tutta una serie di imposizioni più o meno integraliste che ci allontanano da un rapporto naturale ed istintivo verso il cibo.

A voler perdere del tempo si potrebbero fare molti esempi di diete più o meno squilibrate che “vantano” persino il fatto di fondarsi su studi dal valore pressoché nullo in quanto pieni di errori concettuali grossolani.
Questi troppo innovativi approcci alimentari il più delle volte, attraverso appunto idee a dir poco stravaganti, cercano di trovare maggiore visibilità, cercano smarcarsi dal “gruppo” con l’intento di far maggior presa sulle persone ma a lungo termine sono proprio queste idee troppo originali a determinarne il loro maggior limite.

L’integralismo e l’eliminazione di determinate categorie di alimenti, oltre che a renderle dannose sul lungo periodo, le rendono difficilmente praticabili contravvenendo così ad uno dei primi requisiti che una sana ed equilibrata alimentazione deve possedere, vale a dire la sua FACILE GESTIONE ED APPLICABILITÀ NEL TEMPO.

Analizziamo invece i dati fondamentali. L’uomo è un onnivoro che nel corso della sua evoluzione ha sviluppato notevolissime capacità di adattamento in tema di cibo.
Altre importanti considerazioni sono la soggettività e gli aspetti psicologici/culturali legati al cibo.

L’alimentazione deve essere dettata in primis dai vostri gusti, inspirata dal vostro istinto e caratterizzata da una grande varietà.

Il tutto deve essere guidato dal buon senso in relazione alle proprie esigenze, alle quantità ed alla qualità dei cibi; tutti noi abbiamo ormai ben presente purtroppo che sul mercato esiste anche il NON cibo, o cibo spazzatura, il cosiddetto junk food.

Quindi alimentazione varia in quanto una persona sana mangia di tutto senza problemi e dal cibo che piace, assunto con tale intendimento, ricava solo vantaggi.

Ad escludere determinate categorie di alimenti il primo rischio in cui si incorre è quello delle carenze nutrizionali, già molto presenti nell’attuale nostra alimentazione dovute spesso al trattamento, alla raffinazione ed alla conservazione dei cibi che oggi mangiamo.

Poi c’è l’altrettanto importante aspetto mentale, il togliere dei cibi solo per motivi puramente “ideologici” crea a lungo andare delle autentiche paranoie legate ai cibi stessi che possono pregiudicare il nostro rapporto naturale con l’alimento.

Estremizzando il discorso potremmo ripetere quello che sosteneva Paracelso, celebre medico svizzero del XVI secolo, e cioè che: “niente è veleno, tutto è veleno; è la dose che fa il veleno”.
L’intestino, come ormai sostengono tutti gli studi, è il nostro secondo cervello ed è provato che eliminando completamente anche una sola categoria di alimenti si modifica la produzione, da parte dell’intestino, di cellule immunitarie andando così a rompere l’armonia che ci deve essere fra i “due cervelli”.

Il primo consiglio è quindi di farvi guidare dal vostro istinto e dal vostro gusto; l’appetito è creato in accordo dai due cervelli ed attivato dai relativi neurotrasmettitori e quindi le famose “voglie” di un determinato cibo nella maggioranza dei casi sono semplicemente una rivendicazione da parte del vostro organismo (quando in condizioni di equilibrio) che desidera un determinato alimento.
Scelte alimentari quindi dettate dal vostro gusto e votate alla varietà. Ovviamente il tutto mantenendo un peso corporeo in accordo con la nostra fisiologia, quindi attenzione alla quantità.
Ricerca certo di alimenti integri, freschi, stagionali che non abbiano subito troppi processi industriali in modo da mantenere il più possibili intatte le loro capacità nutritive ed il loro carico di nobili nutrienti (vitamine, minerali oligoelementi ecc…).

Quando un determinato alimento arriva nel vostro piatto ponetevi solo questa semplice domanda, rispetto a come MADRE NATURA ha “prodotto” questo cibo, quante trasformazioni ed elaborazioni spesso industriali ha subito prima di arrivare sulla mia tavola?

Per chi lo desidera ENTRIAMO ora un poco nel particolare.

 

Condividi: