SOSTANZE FISIOLOGICHE e NON FISIOLOGICHE

DSCN1423Si assumono molti rischi, non sempre in modo consapevole, quando si decide di introdurre nel nostro organismo molecole completamente estranee alla sua fisiologia.
La constatazione è del tutto logica ma “grazie” alle varie campagne di sponsorizzazione di tali sostanze spesso se ne sottovaluta il pericolo; anzi, la promozione verso il loro abuso  è talmente ben fatta da far apparire la loro assunzione come cosa normale quando invece dovrebbe essere l’eccezione, non certo la regola. Per le nostre cellule infatti una molecola estranea alla fisiologia risulta essere semplicemente una tossina da eliminare onde evitare che possa arrecare danni più o meno importanti. La velocità di eliminazione di tali sostanze dipende dalle capacità del nostro organismo e dallo stato di efficienza del nostro principale organo deputato alla disintossicazione, il fegato. Per approfondire tale fondamentale concetto rimando alla mia tesi, le eliminazioni difendono la vita.

La differenza tra sostanze fisiologiche e NON fisiologiche deve sempre esserci chiara.
Le prime, in estrema sintesi, potremmo suddividerle in 2 grandi categorie:
-MACRONUTRIENTI e MICRONUTRIENTI.
Nei macronutrienti troviamo i CARBOIDRATI, le PROTEINE ed i GRASSI che insieme concorrono a vario titolo a mantenerci in buona salute.
L’accortezza che dobbiamo avere è quella di ricercare sempre la qualità nelle loro scelte e di assumerli nelle giuste quantità, nè in difetto nè in eccesso.
Per approfondire rimando alla relativa sezione.
Nei micronutrienti vi troviamo invece vitamine, minerali, oligoelementi, antiossidanti, tutte sostanze  essenziali per il nostro organismo. La priorità da raggiungere in questo caso è quella di evitare pericolose carenze o subcarenze mentre è veramente assai improbabile raggiungere degli eccessi considerate le modalità di produzione e consumazione del cibo moderno.

Le sostanze NON fisiologiche invece non svolgono, per definizione, alcun ruolo a sostegno del naturale funzionamento del nostro organismo e quindi la reazione logica del nostro corpo è quella cercare di eliminarle. E torniamo quindi al discorso iniziale, all’introduzione eccessiva di molecole estranee alla fisiologia, i farmaciIMGP1031, i cui effetti dannosi o avversi possiamo leggerli sul foglio illustrativo che li accompagna, il cosiddetto “bugiardino”. Anche in questo campo occorre fare un’importante distinzione; vi sono infatti alcuni farmaci che si avvalgono di molecole “amiche” della nostra fisiologia, citiamo ad esempio l’insulina o gli ormoni tiroidei quando rispettivamente pancreas e tiroide non sono più in grado di produrli autonomamente. Oltre a cercare, ove possibile, di recuperarne la funzione, in tali circostanze il loro ricorso diventa essenziale in quanto sostitutivo e riparatore di processi ormai alterati dell’organismo.

Malattie iatrogene USAIn molti casi invece l’uso, soprattutto prolungato, di farmaci contenenti principi attivi estranei alla fisiologia può arrecare gravi danni all’organismo, di conseguenza è sempre auspicabile effettuare un’attenta valutazione dei benefici e dei rischi anche perchè l’impatto negativo sulla nostra salute non avviene solo a livello teorico; qui accanto trovate infatti un paio di studi con i dovuti riferimenti ove i numeri sono eloquenti, come si dice in questi casi, a buon intenditor poche parole …..

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